Tuscia e dintorni
14-20 settembre 2026
Viaggio a cavallo di tre regioni (Alto Lazio, Bassa Toscana e Umbria) tra Etruschi e borghi medievali
Giorno 1 - Day 1
Chiusi

Prima tappa del nostro viaggio etrusco a Chiusi, dove, proprio all’ingresso del paese, si erge il Museo Nazionale Etrusco. Il centro storico non è così interessante come lo dipingono le guide; decisamente più interessanti, invece, sono i pici alle uova di acciuga!
Orvieto

Parcheggiamo in Piazza del Popolo, proprio sotto il Palazzo del Capitano del Popolo, e da lì ci dirigiamo verso la Chiesa di Sant’Andrea. Peccato che i suoi affascinanti sotterranei etruschi siano chiusi e non sia possibile visitarli.
Arriviamo quindi in Piazza del Duomo, dominata dalla spettacolare facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei grandi capolavori del gotico italiano. La costruzione del Duomo iniziò nel 1290 e proseguì per diversi secoli, coinvolgendo numerosi architetti e artisti. La facciata, ricchissima di mosaici, bassorilievi e decorazioni, è particolarmente scenografica, mentre le fasce alternate di basalto scuro e travertino chiaro caratterizzano l’esterno e l’interno della chiesa.
Visitiamo l’interno, i sotterranei e infine la Cappella di San Brizio, con lo straordinario ciclo di affreschi iniziato dal Beato Angelico e completato da Luca Signorelli, dedicato soprattutto al Giudizio Universale.
Emozionante la discesa nel Pozzo di San Patrizio, un’impressionante opera di ingegneria rinascimentale, seguita dalla decisamente più faticosa risalita! Il pozzo, profondo circa 54 metri e largo 13, fu fatto costruire da papa Clemente VII dopo il Sacco di Roma del 1527, per garantire a Orvieto una riserva d’acqua anche in caso di assedio.
Progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, è celebre soprattutto per la sua ingegnosa doppia scala elicoidale: due rampe indipendenti, con 248 gradini ciascuna, permettevano a uomini e animali da soma di scendere fino all’acqua e risalire senza mai incrociarsi. Le 72 grandi finestre aperte verso il vano centrale illuminano progressivamente il percorso, creando scorci davvero suggestivi man mano che si scende nelle profondità della rupe.
🛏️ Borgo La Chiaracia
Giorno 2 - Day 2
Civita di Bagnoregio

Il proposito di visitare e fotografare Civita di Bagnoregio all’alba si scontra inevitabilmente con una sveglia un po’ troppo tardiva e con la colazione nella nostra bella struttura ricettiva. Arriviamo così quando il sole è ormai già alto, ma per fortuna la temperatura è ancora piacevole e ci permette di affrontare senza troppa sofferenza le ripide rampe del lungo ponte pedonale che conduce al borgo. Una volta varcata la porta d’ingresso scopriamo che la celebre “città che muore” è tutto meno che disabitata.
L’affascinante centro è infatti piuttosto popolato di locali, ristoranti e negozi di souvenir, ma questo non gli toglie il fascino. È comunque piacevole perdersi senza una meta precisa tra gli stretti vicoli, le scalinate e le antiche case di tufo, affacciandosi di tanto in tanto sullo spettacolare paesaggio della Valle dei Calanchi che circonda Civita.
Lubriano

Breve sosta a Lubriano, dove la terrazza panoramica regala effettivamente uno splendido affaccio sulla Valle dei Calanchi e su Civita di Bagnoregio, anche se purtroppo il forte controluce non permette fotografie degne di nota. Il centro storico, invece, ci delude: rispetto alle descrizioni che avevamo letto ci sembra decisamente sopravvalutato e si riduce, in sostanza, a poco più di una strada che attraversa il paese.
Sant’Angelo di Roccalvecce

Sant'Angelo di Roccalvece sorprende davvero. Avevamo già visto un paese con i murales nelle Marche (Braccano), ma qui siamo veramente su un altro livello. Non solo per la quantità di facciate dipinte, ma per la qualità delle opere tutte con l'unico filo conduttore delle Fiabe.
Montefiascone

Parcheggiamo proprio davanti all’ascensore che dovrebbe risparmiarci un po’ di fatica, ma scopriamo presto che ci permette di evitare solo metà della salita verso la Cattedrale di Santa Margherita. La fatica residua, però, viene ripagata: la chiesa, con la sua particolare pianta ottagonale e l’enorme cupola, è davvero bellissima. Sorprende anche trovarla praticamente vuota, lontana dalla folla di turisti incontrata nelle tappe più celebri, e possiamo così visitarla con tutta calma.
La salita prosegue ancora, lungo ripide strade acciottolate, fino alla Rocca dei Papi, che purtroppo troviamo chiusa. La posizione, però, vale comunque la fatica: dall’alto si apre un bellissimo panorama sul lago di Bolsena, che domina il paesaggio sottostante e si estende all’orizzonte.
Bolsena

Ultima tappa della giornata il lago di Bolsena. La spiaggia libera sul lago, a dire il vero, ci sembra piuttosto squallida e non ci invoglia a fermarci.
Rocca Monaldeschi

Decidiamo quindi di salire verso la Rocca Monaldeschi della Cervara, che domina Bolsena dall’alto. Da qui si gode di un bel panorama sul lago, ma a conquistarci sono soprattutto i vicoletti del borgo medievale, con le case in pietra, gli archi e le strette stradine che si arrampicano intorno alla rocca: decisamente la parte più affascinante della visita.
🛏️ Borgo La Chiaracia
Giorno 3 - Day 3
Pitigliano

Dopo la classica foto del suggestivo profilo del paese, spettacolarmente adagiato su uno sperone di tufo, ci addentriamo nel centro storico percorrendolo fino in fondo. Al ritorno risaliamo attraverso l’antico ghetto ebraico, testimonianza della numerosa comunità che per secoli ha abitato Pitigliano e che gli è valsa l’appellativo di Piccola Gerusalemme. Riprendiamo quindi la strada in direzione di Sorano.
Sorano

Entriamo nel borgo passando dalla Fortezza Orsini, imponente complesso fortificato che domina il paese dall’alto. Da qui scendiamo verso il centro attraverso una suggestiva successione di scalinate, ciottoli e antichi gradini, incastonati tra le case di tufo, che ci porta nel cuore del borgo medievale.
Sovana

Attraversiamo il piccolo e caratteristico borgo partendo dalla raccolta Piazza del Pretorio, tra edifici medievali e case in tufo, fino a raggiungere la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, imponente costruzione romanica le cui origini risalgono all’XI secolo.
🛏️ Borgo La Chiaracia
Giorno 4 - Day 4
Vitorchiano

Dopo l’ultima pantagruelica colazione nella nostra bellissima struttura ricettiva, partiamo in direzione dell’Alto Lazio. La prima tappa è Vitorchiano, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia: una definizione che, a nostro parere, appare forse un po’ pretenziosa. Non tanto per il borgo in sé, che conserva vicoli caratteristici e begli scorci tra le case in peperino, quanto per la cura e la pulizia degli spazi, che purtroppo lasciano un po’ a desiderare.
Bomarzo

Proseguiamo quindi verso il Sacro Bosco di Bomarzo, sicuramente interessante e originale, se non altro perché concepito quasi cinquecento anni fa. Passeggiare tra le sue gigantesche figure scolpite nella pietra, mostri, animali fantastici ed edifici volutamente bizzarri è un’esperienza decisamente insolita. Rimane però qualche dubbio sul rapporto tra ciò che offre il parco e i 15 euro del biglietto d’ingresso.
Soriano sul Cimino

A Soriano nel Cimino ci passiamo prima dentro in macchina, percorrendo il paese dominato dall’imponente Castello Orsini, costruito nel XIII secolo e attorno al quale si sviluppò uno dei più importanti centri fortificati della Tuscia
Poi lo osserviamo dall’alto, seduti su una di quelle orribili panchine giganti che ormai sembrano essere diventate inevitabili in ogni luogo panoramico. Questa, almeno, ha il pregio di trovarsi immersa nella splendida Faggeta del Monte Cimino, a oltre mille metri di quota: un bosco monumentale di faggi secolari, inserito nel patrimonio mondiale UNESCO insieme alle antiche faggete europee. Il panorama ripaga ampiamente della panchina.
Villa Lante

A Bagnaia visitiamo Villa Lante, iniziando dalle due eleganti palazzine con le loro logge riccamente affrescate. All’esterno ci aspettano i magnifici giardini all’italiana, geometrici e perfettamente ordinati, con siepi di bosso che disegnano elaborati motivi quasi a labirinto. Ci inoltriamo poi nel parco seguendo il percorso dei numerosi giochi d’acqua, tra fontane, vasche e cascate, elemento dominante del giardino voluto nel Cinquecento dal cardinale Giovanni Francesco Gambara. L’acqua scende sfruttando il naturale pendio del terreno e collega scenograficamente i diversi livelli del parco, rendendo Villa Lante uno degli esempi più raffinati di giardino rinascimentale italiano.
🛏️ Hotel Salus Terme
Giorno 5 - Day 5
Palazzo Farnese

Caprarola. Percorriamo la lunga via principale, già costellata di luminarie in preparazione dell’imminente Sagra della Nocciola, mentre davanti a noi, sempre più imponente, si erge Palazzo Farnese. Nato nel Cinquecento come fortezza su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, fu trasformato a partire dal 1559 dal Vignola nella grandiosa residenza voluta dal cardinale Alessandro Farnese.
Gli esterni, però, non preparano fino in fondo a ciò che ci aspetta all’interno: attraversiamo una successione di sale magnificamente affrescate, una più sorprendente dell’altra, tra soffitti, pareti e decorazioni che lasciano davvero a bocca aperta. Il culmine è la straordinaria Sala del Mappamondo, decorata negli anni Settanta del Cinquecento: sulle pareti è rappresentato con incredibile ricchezza di dettagli il mondo allora conosciuto, comprese le terre americane, scoperte dagli europei appena ottant’anni prima. Pensare alla quantità e alla precisione delle informazioni geografiche disponibili a così poca distanza dai viaggi di Colombo rende questa sala ancora più affascinante.
Completano la visita i giardini superiori, tra terrazze, fontane e giochi d’acqua. Oggi possiamo solo immaginarli nel pieno del loro splendore, con tutte le fontane in funzione e l’acqua che scorreva lungo l’intero percorso: doveva essere una magnificenza.
Palazzo Altieri - Oriolo Romano

Palazzo Altieri, Oriolo Romano. La visita è caratterizzata soprattutto dalla sorprendente Galleria dei Papi, una lunghissima fuga prospettica di oltre 65 metri dove sono esposti, uno dopo l’altro, i ritratti di tutti, ma proprio tutti, i pontefici della storia della Chiesa, da San Pietro fino a Papa Francesco. La collezione, iniziata nel Seicento dal cardinale Paluzzo Altieri, è considerata unica nel suo genere. Curioso il contrasto degli ultimi ritratti: Wojtyła, Luciani, Ratzinger e Francesco sembrano quasi disegnati da una mano infantile rispetto allo stile e alla solennità di quelli che li precedono.
Belle anche le numerose stanze affrescate, anche se oggi appaiono piuttosto disadorne. Il motivo lo scopriamo presto: nel 1970, a causa dei debiti della famiglia Altieri, gran parte degli arredi, delle opere d’arte, dei libri e perfino degli strumenti musicali del palazzo venne venduta all’asta.
Purtroppo Villa Giustiniani a Bassano Romano, quarta e ultima tappa prevista, nel pomeriggio è chiusa. Non riusciamo quindi a completare il nostro personale “quartetto” delle ville comprese nel biglietto cumulativo delle Ville Monumentali della Tuscia.
Sutri

Breve passeggiata nell’ennesimo borgo della giornata. In piazza, purtroppo, a rubare la scena ci sono le impalcature di un grande palcoscenico, che non aiutano certo ad apprezzarne l’atmosfera. Ci consoliamo e ci rinfreschiamo con un Chinotto, bevanda quasi dimenticata che erano anni che non bevevo.
Calcata Vecchia

Ultima tappa della giornata, nella Valle del Treja. Il piccolo borgo, arroccato su uno sperone di tufo e circondato dal verde, è sicuramente caratteristico, anche se ci sembra molto più affascinante visto dall’esterno — o, ancora meglio, dall’alto di un drone — che passeggiando tra i suoi vicoli. All’interno, infatti, abbiamo quasi l’impressione che ci siano più bar, ristorantini, botteghe e artisti un po’ “hippie” che turisti. Un’atmosfera decisamente particolare, forse più bohémien che medievale, che rende Calcata diversa da tutti gli altri borghi visitati in questi giorni.
🛏️ Hotel Salus Terme
Giorno 6 - Day 6
Tuscania

Interessanti le mura, le torri e soprattutto il bel panorama sulla campagna circostante. Un po’ meno affascinante, invece, il centro storico: le vie e le piazze interne, nonostante le aspettative, hanno ben poco di medievale e risultano decisamente meno suggestive rispetto al profilo esterno del borgo.
Tarquinia

Si può fare più o meno lo stesso discorso fatto per Tuscania: molto belle le mura medievali e soprattutto le numerose torri che ancora svettano all’interno del centro storico, tra cui la Torre Barucci, la Torre Draghi, la Torre del Magistrato, la Torre Dante e il torrione detto di Matilde di Canossa. Nel complesso, però, le vie e le piazze interne ci lasciano un po’ delusi: qua e là emergono scorci decisamente medievali, ma l’insieme è meno suggestivo di quanto facciano immaginare le mura e le torri viste dall’esterno.
Necropoli di Monterozzi

Sicuramente interessante, anche perché è la prima necropoli etrusca che visitiamo. Le temperature elevate, però, non ci invogliano ad approfondire la visita di tutte le 25 tombe accessibili: ci limitiamo a scendere nelle camere funerarie di una decina, tra cui la Tomba delle Leonesse, della Caccia e Pesca, dei Demoni Azzurri e Bartoccini. Ogni tomba richiede infatti di scendere e, soprattutto, risalire una bella serie di gradini sotto il sole, per poi osservare gli affreschi attraverso una vetrata.
Viterbo Centro Storico

Iniziamo la visita della città dal Palazzo dei Papi, il cui biglietto d’ingresso comprende anche la Cattedrale di San Lorenzo, ossia il Duomo, il Museo del Colle del Duomo e la sacrestia. Il complesso papale, con la celebre loggia affacciata sulla piazza, è sicuramente interessante e forse è l’unica attrazione visitata oggi che giustifica davvero i dieci euro del biglietto.
Molto più interessante, invece, via San Pellegrino e l’omonimo quartiere, dove finalmente si respira il vero cuore medievale di Viterbo, tra case in peperino, archi, torri e i caratteristici profferli, le scale esterne tipiche dell’architettura viterbese. Fontana Grande purtroppo è in restauro e completamente nascosta dalle impalcature, mentre Piazza delle Erbe, con la sua fontana al centro, merita comunque il passaggio durante la passeggiata per il centro.
🛏️ Hotel Salus Terme
Giorno 7 - Day 7
Si torna a casa con una cavalcata di meno di 6 ore... il Centro Italia ci saluta con il suo solito splendore.
Photogallery
La photogallery contiene un paio di
album "tematici" per non intasare troppo la gallery principale. Purtroppo gli scatti sono tutti fatti a orari in cui il sole alto e la luce dura sono nemici delle foto fatte come si dovrebbe; l'alba, il tramonto e la golden hour sarebbero d'uopo per questi posti, ma o si sceglie la vacanza relax o si sceglie la fotografia. Noi abbiamo scelto la prima :-)
Se avete commenti o dubbi su un viaggio simile che state organizzando, non esitate
a contattarmi
.