Il blog di Sandro Rizzetto

Perché è fondamentale l’Educazione Finanziaria

 

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La prima stesura di questo post era il terzo episodio della serie “i riepiloghi annuali”, dopo quelli fun di bike e tv/cinema.

Volevo infatti raccontare come era stato il mio primo anno da “investitore fai-da-te”, dopo aver maturato la difficile decisione di rompere il rapporto (spero solo professionale) con il mio consulente finanziario che mi aveva seguito per dieci anni.

Ho però deciso di non ammorbarvi con dettagli personali e auto-referenziali, né con i risultati (più che positivi) che in parte attribuisco al classico “culo del principiante”, o meglio alle condizioni economico‑politiche del 2025. In pratica ho atteso che passasse la buriana “liberation day” e sono rimasto al palo per due mesi con l’azionario, risparmiandomi il drawdown del 20% e comprando appena ha ricominciato a risalire. Condizione possibile solo perché avevo venduto tutti i fondi precedenti ed ero “liquido”. Oggi non mi sognerei di ritentare il buy-the-dip o di fare Market Timing. Unico "vanto" che mi concedo l'aver incrementato la quota di oro, quando tutti dicevano che era già altissimo e non sarebbe più cresciuto...#tse. Peccato invece non aver creduto alla scommessa sull'Argento (+150% in $ nel 2025!!)

Quello che però mi interessa ribadire, e per cui ho deciso di investire del tempo a scrivere questo post (sì, sono un boomer: me li scrivo ancora da solo e non con l’AI :-) ), è auspicare un cambio di rotta nell’educazione delle nuove generazioni.

Perché non si introduce nelle scuole un’ora di educazione finanziaria al pari di educazione civica, fisica, affettivo-sessuale, ecc.?

È incredibile che su una delle parti fondamentali della propria vita (“i soldi non fanno la felicità… figurati la miseria!”), ovvero la pianificazione del proprio futuro finanziario, vi sia un’ignoranza diffusa che definirei abissale.

E non riguarda solo i nostri genitori ultra‑ottantenni o i nostri figli adolescenti: ho trovato scarsa conoscenza in tutte le generazioni, coetanei compresi, senza distinzione di background formativo o titolo di studio.

Perché? La risposta è semplice, visto che lo stesso succedeva a me non più di 15 mesi fa. Per pigrizia. Perché la finanza è vista come qualcosa di noioso, complicato, rischioso. Perché “non ho tempo”, perché “mi fido del cugino del cognato che in Banca Xy mi ha sempre trattato bene…”.

Nel momento in cui dovevo decidere se seguire il mio CFA (Consulente Finanziario Autonomo) da una banca all’altra, mi sono chiesto:

Ma è possibile che io sappia vita/morte/miracoli della mia e‑bike o della mia fotocamera (molto più del commesso del negozio), che passi ore su forum, siti, YouTube per capire se il tassello della nuova gomma è più performante o se il bokeh di quel nuovo obiettivo è piacevole… e poi, se mi chiedono di spiegare come funziona un’obbligazione (e perché nel 2022 ho perso così tanti soldi ritenendole “sicure”), non lo so??!

La grande fortuna che abbiamo oggi (e che spero non ci fosse 10 o più anni fa, così non rimpiangerei di aver perso così tanto tempo) è l’enorme quantità di materiale informativo disponibile. Non dico per diventare il nuovo Warren Buffet, ma almeno per fare scelte ragionate e consapevoli, o anche solo per dire: “ok, per me resta un casino, quindi è giusto farmi aiutare”.

Spoiler: la finanza personale NON è noiosa e NON è così complicata come ve la dipingono. Anzi, se presa nel modo giusto, è divertente e appassionante.

Il difficile all’inizio è capire quali siano le “fonti a cui abbeverarsi”, evitando i cosiddetti “fuffa‑guru” che promettono rendimenti straordinari in cambio di corsi e subscription a pagamento. Evitateli come la peste… se fossero davvero in grado di ottenere quei rendimenti, pensate che perderebbero tempo a montare video e fare reel??!

Come iniziare

Libri! Sì… esistono ancora. Magari digitali e non di carta, ma hanno ancora una loro valenza. Io ho iniziato con questi tre: il primo dà un’ottima panoramica, il secondo ti convince che le banche fanno (giustamente, arrivo a dire) il proprio interesse, e il terzo – più tecnico – si addentra nel mondo degli ETF.

Segnalo che di Riccardo Spada (che ritroveremo) è uscita una versione aggiornata che non ho ancora avuto modo di leggere

Il secondo step che consiglio assolutamente (o anche in parallelo) è il video corso gratuito dell’esimio Prof. Paolo Coletti, matematico, docente universitario di UniBz, esperto informatico e ormai youtube‑star che svolge un’opera di divulgazione eccezionale.

(PS dato che spesso per gestire il proprio portafoglio serve una minima conoscenza di Excel, sul suo canale trovate anche il “Corso Educati e Incasellati”. Non sono il primo a chiederlo ma spero vivamente che prima o poi faccia anche un “Corso Educati e Pythonati”, visto che Python è lo strumento principe che usa per le sue analisi)

Una volta apprese le basi e digeriti i concetti principali possiamo approfondire con puntate tematiche a cadenza regolare che troviamo su podcast e canali Youtube.

Dopo averne provati (e abbandonati) parecchi oggi mi sento di consigliare

  • The Bull del già citato Riccardo Spada. Per almeno nove mesi il mio commuting casa-lavoro è stato allietato dal suo podcast solo audio; da poco ha aperto anche il canale Youtube che ripropone le puntate anche in forma visiva e dove effettivamente certi concetti, tabelle, numeri, grafici entrano meglio in testa se visti invece che solo ascoltati. Riccardo è un must, spiega benissimo e ho imparato tanto da lui
  • Il canale in toto di Paolo Coletti: : che sia la puntata domenicale (attesa come le nostre nonne attendevano la messa), lo short riassuntivo o l’analisi da tre ore e mezzo di portafogli di poveri mortali, la verve, l’humor e la capacità didattica del Prof. sono impareggiabili
  • Mr.RIP: ex developer google, ora ritiratosi in Svizzera, ha il merito di aprirti gli occhi su alcune distorsioni dei prodotti venduti dagli Istituti di Credito. Forse il suo “state comprando da Banca Inculia” è un po’ forte -così come il personaggio- ma sicuramente guardando una sua puntata c’è sempre qualcosa da imparare. Anche lui ha una guida “partire da zero

Non posso non nominare Pietro Michelangeli e Marco Casario (lui forse un po’ troppo click-bait), e poi ce ne sarebbero molti esteri che seguo a spizzichi e bocconi in base all’argomento.

Bonus Track – La Pensione

Non pensate che sia un argomento per soli “anziani” ai quali mancano pochi (!) anni al meritato riposo. Il “Retirement Plan” ovvero la pianificazione del proprio futuro una volta smesso di lavorare è ormai quasi più fondamentale per i giovani che per noi figli del boom.

Segnalo il canale di Ciao Elsa ma soprattutto il loro sito dal quale potrai prenotare una call collettiva gratuita di un’ora, fondamentale per addentrarti nel difficile mondo di pensioni statali, Fondi di Previdenza complementari negoziali, di categoria, aperti, TFR, ecc. Io ho anche fatto la call individuale (sempre di un’ora) ovviamente a pagamento dove puoi esporre la tua situazione specifica e farti aiutare a prendere decisioni importanti.

Canali di Consulenza Finanziaria Indipendente Fee-Only

Riporto per completezza tre canali, comunque molto divulgativi e dove c’è sempre da imparare, ma che hanno come scopo ultimo di averti come cliente della loro società di consulenza indipendente.

Che differenza c’è tra loro e una banca? Che teoricamente non sono vincolati a venderti prodotti “fortemente consigliati” dalla banca stessa; quindi sarà difficile che ti propongano un fondo al 2% di TER ma baseranno il portafoglio su strumenti a basso costo che poi tu ti arrangerai a comprare.

Dove ci guadagnano? Su una fee fissa sul capitale investito che varia dal 0.8% al 1%. Esattamente la stessa cifra che mi aveva proposto il mio ex-CFA se avessi voluto impostare il mio portafoglio su strumenti “economici” (gli ETF in soldoni) dove la banca non ci guadagna.

Io stesso ho sondato questa strada facendo con i primi un colloquio online e facendomi fare l’analisi gratuita del portafoglio che avevo abbozzato. Poi ho desistito perché ho avuto l’impressione che non avrebbero potuto darmi quell’extra-rendimento tale da ripagare la fee annuale e ho preferito andare avanti da solo. Ma per chi ha timore, magari solo per il primo anno, di compiere degli errori e non si sente al sicuro di procedere in autonomia, potrebbe essere la strada giusta (ma confrontatevi sempre con il CFA della vostra banca se riesce a pareggiare le condizioni…la concorrenza fa bene a tutti!).

Back to newsgroup?

Concludo con l’ultima fonte di informazione, ovvero il subreddit r/ItaliaPersonalFinance in cui -in mezzo a molti messaggi che fanno solo noise-, si trovano delle vere e proprie chicche (ci scrive e risponde anche il super citato @paolocole). All’inizio è molto utile, e non vergognatevi di fare domande da newbie: esporre i propri dubbi è parte del percorso.

Tools & Utilities

Bene, siamo pronti a cominciare a giocare con il nostro portafoglio e la nostra asset-allocation. Abbiamo imparato, regola base numero 1, che dobbiamo diversificare.

I quattro pilastri, azionario (stock), obbligazionario (bond), monetario, conti deposito, materie prime (commodities), fondo di emergenza, fondi pensione, e magari anche immobiliare (REIT)

Ci fa male un po’ la testa e abbiamo bisogno di qualche tool/sito che ci possa aiutare a simulare la composizione del nostro portafoglio, a vederne i dati storici (per quanto inutili!) o a scoprire le caratteristiche di tal strumento finanziario scelto.

JustETF

Se avrete scelto l’ETF come strumento principale, passerete molto tempo qui dentro. Non mi dilungo su cosa e quanto offre perché ormai è il portale numero uno con tutte le informazioni sugli Exchange Traded Funds.

getquin

Pur avendo JustEtf la possibilità di gestire il proprio portafoglio (uno nella versione free, più di uno in quella premium), io ho preferito usare questa piattaforma che mi è sembrata più completa e fatta molto bene. L’ho scoperta all’inizio come una delle poche che inserendo i propri asset dava la scomposizione in termini di paesi (volevo sapere quanto ero esposto agli Stati Uniti e al suo pazzoide commander in chief) e poi grazie ad uno sconto per il primo anno ho continuato ad usarla con soddisfazione.

Se voleste attivare una trail, usate questo link di affiliazione che non so che vantaggi mi porta ma male non fa…

Curvo Backtest

Backtest by Curvo è uno strumento fondamentale per analizzare le performance passate di un portafoglio. Ripeto il passato non è mai sinonimo di alcunché rispetto alle performance future, ma certe volte è utile vedere con i propri occhi se i famosi 60/40, i Golden Butterfly, gli All Weather hanno fatto meglio della tua particolarissima combinazione, di cui sei super convinto, di VWCE (&chill!) + Tilt su Perù e messico + Tematici su AI + Obbligazioni in Lire Turche (!!)

Banche & Broker

Non mi addentro minimamente in questo pericoloso ginepraio su quale banca italiana, fisica o online o broker estero scegliere per acquistare i vostri asset.

Trade Republic e Scalable sono ormai sulla bocca di tutti, ma occhio agli aspetti fiscali (se per risparmiare qualche decina di € di commissione poi dovete spenderne centinaia di commercialista a controllare se hanno fatto giusto il quadro X del modulo Z non so se ne valga la pena)

Io sono cliente storico (penso cinque lustri o giù di lì) di una delle prime banche online che nacquero all’epoca dell’avvento di internet, ovvero Fineco e mi trovo bene con la loro piattaforma, i costi abbastanza contenuti e il fatto che mi faccia da sostituto d’imposta sollevandomi da tutti i dubbi fiscali.

Conclusioni

Consigli di investimento come sappiamo è vietato darli (figurarsi poi da un novellino come me).

Ve ne lascio solo un paio che sto continuando a seguire anche se certe volte si viene sopraffatti dal demone del “trader” e ci si immagina di essere il prossimo Michael Burry che prevederà la next bubble imminente…

  • Non comprate quello che non capite! Sono molto attratto dagli ETF Fattoriali (Value, Quality, Momentum) ma se mi interrogassero e mi chiedessero di spiegarli approfonditamente, non lo saprei fare… ergo me ne sto alla larga
  • Non guardate il portafoglio ogni giorno! Ma neanche ogni settimana o ogni mese… il prof. Coletti dice una volta all’anno, forse è un po’ troppo, ma non fatelo diventare un’ossessione
  • Studiate bene il vostro profilo di rischio! Interrogatevi nel vostro profondo dell’animo e prima di comprare qualsiasi cosa fatevi delle domande su come reagireste in caso di profondi tracolli. Se vedere perdere il 20% (convertitelo in € sul vostro caso, fa molto più male!) vi spaventa e sareste già con il dito sul bottone “vendi” lasciate stare l’azionario (e ultimamente anche l’obbligazionario #sigh). Nessuno è obbligato a investire, un buon BTP decennale comprato in apertura e che tra 10 anni vi ritornerà il capitale magari è il vostro mondo e non c’è da vergognarsi
  • Se avete figli fateli iniziare da subito un PAC! Il tempo e l’interesse composto sono i vostri alleati maggiori.
  • Non fate diventare la Finanza Personale uno strumento di avidità e ossessione! Il rendimento di questi oggetti deve avere un fine preciso: la macchina nuova, la barca, la bici, i viaggi, mandare i figli al MIT, ecc. Non essere fine a sé stesso. Per trent’anni io me ne sono fregato, ho applicato la filosofia “spendi & spandi” e sinceramente non me ne sono affatto pentito. Come diceva nonna Ottavia, “Godi che il tribolar non manca…

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