Il blog di Sandro Rizzetto

Corso MTB Gravity School

 

La stagione 2014 si sta purtroppo avviando alla conclusione e devo dire che è stata molto deludente a causa del meteo inclemente che ha funestato i due mesi centrali di luglio e agosto; considerando che sono meteoropatico e che se vedo cifre < 20° mi passa la voglia, ho girato molto meno di quello che avrei voluto. Neanche un bike-park fatto fino a ieri, due soli giri AM "nuovi" degni di essere rifatti (Sellaronda e Renon) e molti rimpianti del tipo "sarei potuto andare molto di più"…

Per dare un senso a quest'annata sfigata era dunque necessario investire ancora una volta (la terza) in "formazione" e dopo il corso Gravity Base RCM e quello All Mountain di BIkeMood, era arrivato il turno di provare la Gravity School del famoso Luca Masserini. Giornalista che ho imparato a conoscere ed apprezzare sulla rivista cartacea "365 Mountain Bike" (abbandonata quando lui la lasciò) e personaggio carismatico che molti conoscono attraverso i suoi video su Youtube e Vimeo, Luca è un personaggio che si odia o si ama. Sulle prime la sua esuberanza, o come dice lui stesso la voglia di assaporare ogni secondo della sua vita, può farlo sembrare un po' troppo "sopra le righe" e per chi come me ama l'understatement è sicuramente un tipo spiazzante, ma dopo poche ore insieme ho capito che è molto più simile a me di quanto pensassi: a entrambi piace dire (e scrivere) quello che pensiamo, senza troppi filtri o senza contare fino a 10 e quindi, almeno da parte mia, il feeling durante il corso è stato ottimo.

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Il gruppo al completo

Se siete dei tipi suscettibili, se vi offendete se vi urlano in faccia, se volete sentirvi dire che siete bravi anche se non è vero… allora non è il corso per voi!! Se invece lo scopo è effettivamente quello di migliorare (e sembra impossibile ma dal sabato mattina alla domenica sera i progressi sono super-tangibili), se volete girare davanti, ma direi soprattutto dietro riders con una manetta incredibile, se non vi scandalizzate se ogni tanto si ode una parolaccia (o qualcosa di più Sorriso ), se apprezzate molto che incluso nel prezzo la scuola offra tessera sportiva, assicurazione e ricevuta fiscale con tanto di bollo, allora siete nel posto giusto!

06-20140914_141929Quando alcuni mesi fa ho visto spuntare sul loro calendario una tappa nella mia zona (il bike park di Plan de Corones/Kronplatz), non ci ho pensato due volte e ho colto subito la palla al balzo.

Veniamo quindi al report delle due giornate e agli inevitabili confronti con il corso RCM, visto che indiscutibilmente le scuole di Luca e di Jack Bisi sono al momento le due più quotate nel panorama italiano dei corsi gravity oriented (l'amico Rob mi perdonerà se lo posiziono un gradino sotto, ma col suo nuovo furgone e col suo nuovo polso, lo aspetto per un 2015 di riscossa!!).

Mi sembra giusto partire con i punti positivi:

  • mi sono divertito (e anche tanto!)
  • mi sembra di essere migliorato in un aspetto dove ero molto carente (la conduzione delle curve)
  • mi è stata fornita una "toolbox" con la quale esercitarmi e lavorare sopra gli aspetti deficitari (es. i bicchierini di merda!!!)
  • ho conosciuto persone (tra crew e altri corsisti da tutta Italia) simpaticissime con le quali sono sicuro continueranno i rapporti, magari anche solo telematici

Qui potrebbe finire questo report, perché a mio avviso se si raggiungono questi obiettivi, il costo del corso è già stra-ammortizzato! Visto che però di lavoro faccio –anche- il Responsabile Qualità il cui compito è fornire "spunti per il miglioramento continuo" (il famoso kaizen) ecco alcuni piccoli "cons":

  • il numero di partecipanti (14 in questa edizione del corso) è a mio avviso un po' troppo elevato; premetto che la serietà della scuola fa scattare un istruttore ogni 6 partecipanti (quindi ieri erano in 3 e si girava con gruppi da 5-5-4 riders), ma in ogni caso alcune operazioni vengono inevitabilmente rallentate. Il bike-check del primo giorno, gli esercizi da compiere uno alla volta, le operazioni banali di pranzo o di risalita in cabinovia, assumono ovviamente tempi diversi se il numero supera la decina. Penso che comunque questa sia la norma e sono stato fortunato io, in altri corsi, a essere in molti meno.
  • mi ha un po' sorpreso che gli istruttori non avessero mai girato sui trails che andavamo ad affrontare (forse erano stati ragguagliati dal terzo membro non presente, Lucky, che se non erro era già stato a Riscone); questo, forse, ha causato piccolissime défaillance (ribadisco, nulla di grave) a livello organizzativo e di rispetto dei tempi (es. siamo arrivati a ridosso della pausa del pranzo degli impianti dovendo attendere a valle un'oretta, anche se l'attesa è stata subito brillantemente e prontamente riempita con esercizi –i soliti bicchierini di merda!- nel piazzale antistante). Anche qui è più probabilmente colpa della mia mente teutonica deviata (o delle abitudini sudtirolesi) che mi farebbe felice se "ore nofe priefing, ore 10.03 prendere IN FRETTA prima kabinovia, klar??!"Sorriso
  • ottime le riprese con la goPro, ma comprate a Tati una compattina migliore, con meno lag, schermo un po' più grande che si veda bene anche al sole (no touch, così non deve levarsi i guanti), lente luminosa per la penombra del bosco senza penalizzare i tempi di esposizione e con un minimo di raffica! Qui a RCM piace vincere facile, che a parte l'attrezzatura e la bravura di Yari come fotografo, cura anche meglio la distribuzione a fine corso (ognuno va via con tutto il materiale sul suo hard disk –no chiavette please!! – già la sera stessa)

Lo svolgimento didattico ha avuto un iter azzeccato e congruente. Le prima parte della prima mattinata è stata dedicata ad un bike-check personalizzato, bici per bici, che devo dire mi ha sorpreso per puntigliosità e completezza. Non solo il classico controllo del sag e dei macro errori sul posizionamento delle leve dei freni, ma un esame approfondito di entrambe le sospensioni (sag, compressione, rebound), pressione gomme (con la mano di Luca che discerne al tatto delta di 0,1 bar tra le due ruote!!), freni, raggi, serraggio serie sterzo (il primo a cui si gira il manubrio, paga da bere!), gioco di mozzi e addirittura taglio di manubri se reputati troppo larghi (era ora Cali, cazzo!! Sorriso). Veramente un bel check molto più completo di quelli che fanno i rivenditori a consegna del nuovo mezzo! Il briefing successivo sul perché di queste regolazioni è stato inevitabilmente stringato per motivi di tempo (erano già le 11.30 e tutti smaniavamo di iniziare a girare), ma a mio avviso è più un merito che il contrario. Ho l'impressione che su 14 partecipanti il 90% sia malato come me di questo hobby e quindi le cose "teoriche" o le novità di mercato le sappiamo bene per le frequentazioni di forum e siti… è nel metterle in pratica che siamo scarsi!!

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Bike Check sulla bellissima Scott LT 700 Tuned di Stefano…già perfetta così, cosa vuoi checkare?? Tati tira qualche raggio!

Risaliti sull'orribile panettone del Kronplatz (sempre più luna park tra campane, tappeti elastici, mega self-service e adesso anche il museo di Messner) con pochi gradi sopra lo zero e 30kmh di föhn da nord  05-20140914_141645affrontiamo il primo trail verso Passo Furcia. Ci auto-dividiamo in 3 gruppi secondo come ci reputiamo (basic, intermediate, advanced) e veniamo seguiti da Luca e dagli altri due istruttori: Claudio Riotti e Tatiana Melo.

Devo qui aprire una parentesi: il mio timore prima di iscrivermi era che in presenza di un folto gruppo potessi capitare con "qualcuno-diverso-da-luca" e di non poter sfruttare al top gli insegnamenti. Nulla di più errato! Intanto i gruppi continuano ad ogni discesa a ruotare di insegnante, e comunque dopo un po' ci si mischia e non c'è più un rigida separazione. Ma il punto è un altro… i "qualcuno-diverso-da-luca" sono altrettanto bravi e skillati e non esiste un rapporto stile "chirurgo super-figo / assistente alle prime appendiciti". Io ho girato poco con Tatiana (anche se la prima discesa mi ha beccato subito alcuni difetti), ma molto di più con Claudio: cazzo se è bravo!! Come rider ha quello stile quasi "fastidioso", nel senso che ti continui a dire "perché non ho 20 anni di meno e non so andare come lui??", pulito e stiloso dove serve, veloce e cattivo in altri tratti… ma è soprattutto l'aspetto didattico che mi è molto piaciuto. Magari non ti gasa o sprona con gli urli, le battute e le bestemmie del boss, ma averlo dietro e sentirmi dare un sacco di consigli utili mi ha molto aiutato. Così come le dimostrazioni degli esercizi, le pose "a secco" quando ti modella la posizione giusta in sella in modo da poterti creare uno screenshot in testa, e le traiettorie pennellate alla perfezione davanti a te. Se Jack ha in Yari un preziosissimo e valente aiuto nel campo foto-video, Luca lo ha sicuramente come vice-teacher nel grande Claudio!

02-10670052_10152651104404774_3875398869868231016_nLa giornata passa veloce tra le curve con sponde plasmate alla perfezione: ad ogni nuova discesa e curva capisco sempre meglio il concetto di compressione/estensione e illuminante è il paragone di Claudio con lo sci: le lamine sono i tasselli laterali delle gomme, prima della curva ci distendiamo, in curva comprimiamo facendo più pressione possibile, in uscita estendiamo…sugli sci lo faccio senza pensarci e con il timing giusto, sulla bici ci sto arrivando!

È anche il momento per imparare bene le traiettorie…mai avrei pensato che bisognasse "salire" così in alto sulle sponde per poter sfruttare l'abbrivio e il flow per la prossima curva. Che soddisfazione quando nel primo giro freni dentro della curva e pedali sui rilanci e invece a fine giornata il ritmo è molto più regolare, e la fai tutta senza dover pedalare e quasi senza dover frenare!

Alla sera, dopo cena (su hotel e cena ci sarebbe da parlare molto, diciamo che per sfiga abbiamo beccato l'unico hotel scadente dell'Alto Adige e in periodo di pre-chiusura stagionale) visione di foto e filmati ("ma p….. chi ti ha detto di scendere??", "i meo ghà dito loro…" 10 minuti di risate!) e distribuzione di ricchi premi e cotillons. Graditissimo l'omaggio di alcuni partecipanti di Bassano del GRAPPA che indovinate cosa hanno portato?? Ottima!! Questi sì che sono i bicchierini da fare, altro che testa-ginocchio-gomito!!

La seconda giornata si apre con…. bicchierini nel piazzale davanti all'hotel! Ok, ho capito… Jack ha la fissa del Bunny Hop, Luca dei bicchierini!! In entrambi i casi sono esercizi utilissimi, propedeutici a molte altre cose e fondamentali per un buon riding; in entrambi i casi, data la mia insofferenza se una cosa non mi viene al primo colpo, mi sono rotto i coglioni abbastanza precocemente Sorriso

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Che siano bicchierini o cinesini, sempre esercizio ostico è…

Si riparte per girare, ai trail percorsi in trenino per continuare ad affinare la conduzione in curva, si intervallano esercizi sul tecnico (radici) nel bosco e su un piccolo panettone dove impariamo i fondamentali per un salto (compressione sulla rampa, estensione sul kick, atterraggio morbido); per la prima volta non prendo brutte parole (meritate negli altri casi) ma un accenno di lode! Miiiinchia, so' soddisfazioni, Johnny…!!

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Per Dario solo merito della bici leggera… può essere!

Pranzo questa volta in un locale un po' più tipico (Ücia Bivacco) e soprattutto con una bella vista (ma lo Spiegeleier non era all'altezza) e ripartenza per le ultime due discese dalla Herrnegg (8km, 900mt D-) con la scoperta di una nuova variante pazzesca! Anche a detta di Luca e Claudio, che di bikeparks italiani e esteri ne girano, il miglior trail di curve spondate mai realizzato…. praticamente una giostra dove una serie infinita di curve con raggio e pendenza perfetta ti frulla come una centrifuga ma ti fa scendere ridendo e urlando di gioia! Complimenti veramente ai progettisti e ai trail-builders!

Nell'ultimo giro tentiamo una "caccia al leprotto" (discesa senza mai fermarsi con alternanza e cambio di rider che sta alla testa)…un clamoroso "front-flip" chiuso benissimo da Mattia Sorriso interrompe purtroppo la caccia…per fortuna perché stava arrivando il mio turno e ero già cotto!

C'è ancora tempo per una foto con due componenti di una Musikkapelle che si prestano volentieri a foto di gruppo e selfie… per noi che li vediamo in paese ogni domenica è normale, per uno di Trapani magari un po' meno… (ma era più sorpreso lo Schutzen a sapere che un siculo era salito fin quassù!). A proposito, dire che è un corso che ha unito l'Italia non è eufemistico: Trapani, Latina, Roma, Bologna, Genova, Milano, Como, Bassano, Verona e Bolzano! Non male, direi come combriccola di pazzi. Grazie a tutti per la compagnia e speriamo di beccarci ancora in giro!

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Insomma, se avete letto fino a qui e anche i precedenti report, ormai dovreste averlo capito…questi corsi sono utilissimi, super-divertenti e anche se con specificità differenti non potrei dire che uno è nettamente migliore dell'altro. Nelle edizioni a cui io ho partecipato, Jack curava forse di più la postura e il dettaglio (l'angolo della caviglia, l'apertura dei gomiti), mentre Luca le traiettorie e la dinamica. Ma probabilmente molto è dovuto anche alla location: cambiando i panorami d'uso (tecnico invece che scorrevole, pietraia invece che fango, salti invece che ripidoni) è ovvio che anche la didattica cambierà…e per averne la riprova (ma solo per questo motivo…mica altro) è facile che mi dovrò sacrificare a frequentare altre edizioni di ognuno…

Video Ufficiale del Corso by Gravity School

Caccia al cinghiale con Stefano… il filmato esemplifica bene il mood del corso (ma ci sono stati anche momenti seri….eee cccettto !)

Commenti (1) -

  • Marco

    16/09/2014 14:29:27 | Rispondi

    Ciao Sandro, complimenti per il reportage, anche questo un bel ricordo dei due giorni di corso! Un saluto da Bassano!

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