Il blog di Sandro Rizzetto

To Instagram or to Latergram ? To square or not to square ?

 

Pur avendo un account Instagram da un paio d'anni, è solo ultimamente che ho iniziato ad usarlo più assiduamente con uno scopo ben preciso: documentare le uscite in mountain bike (o al massimo qualche scatto da food blogger) con scatti fatti con lo smartphone e pubblicati live  o appena possibile (quando torna la connettività). Sempre più spesso rinuncio volentieri ai vari filtri predefiniti, un po' perché alla lunga stufano e soprattutto per via delle migliorie dell'app android che consente parecchie elaborazioni già in modalità normal (prima se volevi un po' di contrasto o di saturazione in più dovevi per forza usare un filtro come il low-fi o l'hefe).

Non sono uno di quelli che infarcisce la foto di mille hashtag, ma tramite i 4 o 5 che uso solitamente (#mtb, la marca della mia bici, il posto dove sto pedalando, ecc.) mi sono fatto scoprire -e ho a mia volta scoperto- da una serie di persone con interessi e soggetti fotografici simili ai miei. Per chi non fosse avvezzo a questo social infatti, Instagram è molto più simile a Twitter che non a Facebook: ognuno ha sì i proprio followers (nel mio caso una manciata), ma tramite il tagging delle foto che sono comunque sempre pubbliche (come i tweets) si viene trovati da persone che "navigano" all'interno di quella categoria.

Quello di cui mi sto accorgendo ultimamente, è però l'insofferenza verso il formato quadrato (1:1) che l'app impone. E' una scelta ben precisa che i creatori hanno fatto fin dall'inizio con l'obiettivo probabilmente di standardizzare il layout su device con aspect ratio diversi. Come dicevo, però, il formato comincia a starmi stretto e soprattutto ora che il default del mio smartphone è 16:9 (quindi ancora più rettangolare del classico 3:2 o del vecchio 4:3) mi pare sempre di "costringere" la foto inutilmente.

Molti diranno, proprio lì sta la bravura a comporre o inquadrare! Se c'è chi ha fotografato per una vita con una Leica e il solo 35mm, adeguati anche te a una "restrizione" imposta dall'hardware (o in questo caso dal software). Ma non è un peccato rinunciare a scatti che racconterebbero molto di più la scena e quindi il coinvolgimento di chi pubblica ?

Esempio: Prendiamo questa foto scattata durante un recente giro tra le Dolomiti… A parità di zoom (ovvero volendo avere la bici in primo piano e che riempie in altezza il fotogramma), è evidente che la foto rettangolare racconta molto di più!

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Volendo far apparire sia la bici che il panorama in background (ripeto, senza fare due passi indietro per zoomare) si è costretto ad un antiestetico taglio del mezzo

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Altro esempio scattato l'altra sera… nella prima foto scattata normalmente con l'app Camera avrei potuto posizionare il manubrio esattamente a 1:3 del fotogramma come vuole la famosa regola dei terzi, mentre da Instagram sono stato costretto a tenerlo molto più in basso, a tenere troppo cielo e a non "raccontare" bene come sia il panorama che si gode dalla chiesetta del Gleiff sopra Appiano (oltretutto scattando da Instragram, come si nota, si deve rinunciare alla modalità HDR, tema che sarà oggetto di un altro post…)

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Dato che non sono il solo che si è posto questo "esistenziale" problema, sono nate molte app che per evitare di fare il crop dell'immagine (come fa Instagram quando scegliamo dalla galleria una foto già scattata) aggiungono delle barre bianche –o del colore scelto- in alto o ai lati dell'immagine a seconda dell'orientamento di questa. Una di queste nel mondo Android è No Crop for Instagram che ho appena installato e a cui darò qualche chance (purtroppo non esiste la versione ads-free e il timore, soprattutto coi guanti che indosso di solito in bici, di cliccare qualche banner pericoloso è alto).

La stessa cosa (aggiungere dello spazio per arrivare a un formato quadrato) è ovviamente possibile farlo da PC con qualsiasi applicazione da Paint a Photoshop e ritrasferita l'immagine su smartphone o tablet la si può uploadare sul social. Cosa che ho provato a fare proprio con la foto di apertura aggiungendo delle barre bianche in alto e in basso e già che c'ero, lasciando tutta la spinta post-produzione che avevo applicato a questa foto per la gallery sul sito.

Screenshot_2014-08-02-18-07-03Il risultato, che vedete qui a destra, mi ha lasciato però ancora più perplesso… la foto è indubbiamente "piccola", e se già non mi soddisfa sul mio 5,1", figuriamoci su terminali con schermi più piccoli.

Secondariamente, appena pubblicata, mi è sembrato di aver "barato" e di aver commesso un sopruso. E' giusto pubblicare su Instagram (nome onomatopeico che dovrebbe indicare l'istantaneità, l'immediatezza) fotografie ritoccate, post-prodotte, fatte magari con la nostra reflex, un obiettivo serie L f1,2 e sviluppate da un raw con il nostro miglior software a disposizione ?

Cercando su internet se qualcun'altro si era posto quest'altro "fondamentale dubbio morale", ho trovato opinioni sia di puristi dell'app che di persone più aperte che si dichiarano favorevoli all'upload non on-the-fly (magari taggando la foto con #dslr o, appunto, #latergram per essere più a posto con la coscienza).

Sinceramente, a parte il discorso dell'aspect-ratio, mi sento di essere più d'accordo con i primi. Le mie gallery sono sul mio sito (e su FB per i miei "5 amici/lettori") e non mi è mai interessato di postarle su 500px, Flickr*, Picasa, Juza o altri solo per ricevere una serie di "nice colors, great composition, what a wonderful DOF" dati molto spesso solo con lo scopo di essere ricambiati nei commenti (* ho una vecchia gallery su Flickr ma era unesperimento per usare le sue API e farne il repository per un Photoblog che non uso più). Allo stesso modo non vedo altro motivo che quello di incrementare la popolarità il pubblicare foto "professionali" non scattate al volo col cellofonino su Instagram.

E voi cosa ne pensate? Siete talebani dell1:1 e del solo-smartphone o vi concedete ogni tanto un upload postumo?

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