Europa Tour 2023 - Tappe e Diario

Europa 2023 - Germania, Olanda, Belgio

Day 1 - Romantische Straße

Füssen

La Romantische Straße non ha un inizio e fine precisa ma Füssen è da molti considerata la porta d'ingresso. Ci eravamo già stati nel 2002 con gli amici Alessandro e Sara e in quell'occasione avevamo visitato anche il famoso castello di Neuschwanstein. Oggi invece dedichiamo alla prima cittadina bavarese solo una passeggiata in centro (molto carino e caratteristico) e il primo spuntino che non poteva che essere un buon Weisswurst con brezel e senape dolce (rigorosamente prima delle 12!). Al castello dedichiamo solo una foto da lontano e poi iniziamo a viaggiare su una poco trafficata strada costeggiata da verdi prati impreziositi dal giallo del tarassaco.

Wieskirche e Landsberg Am Lech

Dedichiamo qualche minuto a questa chiesa che è l'espressione più alta del rococò bavarese e abbiamo la fortuna di ascoltare qualche nota di un'orchestra che terrà un concerto qualche ora dopo.

La cittadina di Landsberg am Lech ha la particolarità di essere divisa da un grande fiume che proprio in prossimità del centro ha un salto formante una generosa cascata. Il resto è un tipico centro storico con la Hauptplatz circondata da belle facciate e un'antica porta, la Bayertor.

Augsburg

Terza città bavarese in ordine di grandezza, Augsburg vanta non solo un bellissimo Municipio con relativa piazza, l'attigua Perlachturm (famosa per la Madonna dei nodi) il Duomo e la Moritzkirche, ma anche una elegante via (Maximilianstrasse) con palazzi tenuti molto bene e un caratteristico quartiere, il Fuggerai che è quasi una città dentro la città. Fatto costruire ben 500 anni fa dal banchiere Fugger per i poveri, mi ha ricordato molto le nostre vecchie Semirurali.

Day 2 - Romantische Strasse

Seconda giornata da Augsburg a Würzburg interamente sulla Romantische Strasse, una statale scorrevolissima, senza traffico (forse perché è domenica) e circondata da enormi distese di colza che ci fanno fermare parecchie volte per qualche foto anche da "zovani" :-) Nel mezzo micro-paesini e qualche bella e ben conservata cittadina dove i graticci e l'aspetto medioevale la fanno da padrone. Saltiamo solo Rothenburg ob Tauber in quanto già visitata nel 2019.

Nördlingen

Prima tappa in questa città circondata da 2.6km di alte mura che si possono percorrere completamente. Ci risparmiamo la fatica perché abbiamo deciso di salire la torre campanaria dalla quale si scorge anche il Nördlinger Ries un cratere meteorici di 20/24 km di diametro.

Molto carina e completamente avvolta nel silenzio in una domenica mattina assolata dove solo in piazza c'è un locale aperto (qui prendono molto seriamente la chiusura dei negozi sabato pomeriggio e domenica, come succedeva da noi anni fa!)

Dinkelsbühl

Seconda tappa in quella che un cartello all'entrata chiama pomposamente "schönste Altstad Deutschland" (la più bella tra le città antiche). Mi dispiace ma devo dissentire, soprattutto perché viene concesso a decine e decine di auto (presumo di residenti) di entrare nella zona pedonale e di parcheggiare perfino sul sagrato della chiesa. La eleggiamo comunque come meritevole di sosta prandiale e in un locale caratteristico mi sparo il loro piatto della casa, ovvero lo stinco di maiale con insalata condita con speck (come se di maiale ce ne fosse già troppo poco).

Bad Mergentheim e Tauberbischofsheim

Vale la pena visitare queste due cittadine? Sì se si vuole una panoramica completa dei villaggi che formano la Straße, ma se siete tirati come tempi potete anche saltarle. Solite case a graticcio, piazze con chiesa e municipio e, altra costante, lunghissime file a gelaterie italiane !!! Se volete fare i soldi, venite qui, aprite una gelateria anche con prodotti industriali, chiamatela con un cognome italiano e avrete clientela assicurata.

Würzburg

Arriviamo sul far della sera e dopo una bella sorpresa dell'hotel in camera (vedi foto sotto) facciamo due passi nelle vicine Marktplatz , davanti al Duomo e sul ponte Alte Mainbruecke dove sembra esserci un evento enologico perché siamo gli unici senza un bicchiere di vino in mano! Sinceramente siamo un po' delusi, soprattutto dopo aver letto che Würzburg era la ciliegina sulla torta che avrebbe coronato in crescendo le bellezze della Romantische Strasse.

L'indomani mattina, complice un checkout molto late, visitiamo la famosa Würzburger Residenz , i giardini sono molto belli purtroppo il tempo grigio non li esalta di sicuro. Nota a latere: al pari di zoo e circhi, la terza cosa assolutamente da boicottare sono i posti in cui è vietato fotografare dato che ormai non sussiste più nessun ragionevole motivo; non si usa più il flash, non si comprano le cartoline o le dia all'uscita, Tiepolo è morto da 253 anni e i suoi "diritti d'autore" sono scaduti.

Day 3 - Mainz e Aachen

Avevo scelto Mainz come tappa intermedia per non fare una tirata di 400km e perché sapevo che ci sarei arrivato all'ora di pranzo ed inoltre dalle descrizioni mi sembrava meritevole di una visita. Duomo imponente e molto scenografico, ma poi null'altro. Bocciata .

Dopo una lunga cavalcata sulle Autobahn senza divieti (che non ho assolutamente sfruttato causa moglie apprensiva) arriviamo ad Aachen (Acquisgrana), parcheggiamo sotto il Rathaus che si presenta come quella che pensavo la Cattedrale o il Duomo; un "bestione" enorme che purtroppo è chiuso causa evento e quindi dentro non possiamo addentrarci. Cosa che facciamo invece nella stupenda Cappella Palatina del Duomo ove riposano le spoglie di Carlo Magno. Ci rimane il dubbio che il Duomo abbia una seconda entrata, ma lo circumnavighiamo diverse volte senza successo. Concludiamo la visita gironzolando per la zona pedonale del centro storico molto affascinati da begli edifici di diverse fattezze (alcuni simil-inglesi, altri neo-classici) e dalle sempre incredibile moltitudine di gente che alle 18.01 invade ogni posto possibile nei numerosissimi bar e locali all'aperto (e studiando bene i tavolini si nota come la birra non la fa più da padrona ma gin, cocktails e vino stanno prepotentemente avanzando).

Day 4 - Rotterdam

Partenza di buon'ora da Aachen e il navigatore dice che per le 10.20 dovrei essere nel centro di Rotterdam. 9 volte su 10 riesco ad abbassare la sua stima, mentre qui la sforo di un'ora visto che i limiti olandesi in autostrada sono un anacronistico 100kmh (diurno, 120 notturno). Decidiamo di parcheggiare sotto la Markthal dove avevo la sera prima comprato online il biglietto per tutto il giorno del parking (alla fine non mi leggerà la targa in entrata e non funzionerà il QR sulla mail, quindi paghiamo a ore la stessa cifra e mi faranno il refund dopo una mia mail di protesta).

Tutti dicono di visitare questo posto a ora di pranzo vista l'enorme scelta culinaria; ed in effetti ci mettiamo quasi un'ora a decidere "in quale parte del mondo" sfamarci, dato che ogni booth offre pietanze etniche diverse (alla fine vincerà il Vietnam che con il suo Pho e i suoi sapori al Lemongrass ci rammenterà i sapori del viaggio del 2012 ).

Prima però dedichiamo un po' di tempo alle Case Cubiche visitandone anche una adibita a museo e chiedendoci cosa avesse in mente l'architetto Piet Blom quando le ha concepite… belle, belle, ma non ci vivrei!!

Dopo pranzo, purtroppo la pioggia non sembra cessare, apriamo i nostri ombrelli Orange in onore del Paese che ci ospita e andiamo a vedere la Central Station e i grattacieli del Delftse Poort scattando foto che più monocromatiche non si può.

Siamo abbastanza bagnati e infreddoliti e per andare a vedere il ponte Erasmus e il quartiere moderno Kop vaz Zuid decidiamo di muoverci in macchina (anche perché non è Manhattan!!), dopodiché raggiungiamo il nostro hotel sito in un quartiere tranquillo e rilassante.

Day 5 - Olanda del sud

Giornata di giri "a casaccio"... Durante la colazione apriamo il browser digitiamo "dove vedere i mulini" e il primo link che capita ci suggerisce due posti che si riveleranno molto azzeccati (abbiamo scartato a priori Zaanse Schans perché mi è parso di capire fosse un parco un po' fake)

Kinderdijk

Il blog succitato parlava di un posto dove non si paga l'entrata ed in effetti è veramente così; peccato che il parcheggio (inevitabile) venga fatto pagare 9.5€!! Andarci in bici è quindi assolutamente consigliato non solo per evitare il salasso ma soprattutto perché i mulini sono disposti lungo le rive di un canale ove vi è una bellissima e lunga ciclabile (vediamo non solo turisti e gruppi con le classiche bici a noleggio ma anche gente che sembra provenire da villaggi attigui e quindi immagino si possa fare un giro bello lungo). Il meteo è abbastanza schifoso ma almeno non piove e quindi ci godiamo una camminata di un'oretta facendo anche un po' di birdwatching.

Schidam

Sempre lo stesso sito parlava di questa cittadina dove i mulini erano dentro la città ed infatti così è; ne vediamo addirittura un paio in funzione ma è soprattutto girando a caso cercando un posto dove fare uno snack che abbiamo la piacevolissima sorpresa di scoprire una tranquilla e caratteristica città olandese, con le case affacciate sulle rive, molte delle quali con tavolini e vasi di fiori all'esterno, pronti a essere usati quando il caldo e il sole faranno capolino. Insomma, non dico una Amsterdam in miniatura, ma per essere un posto scoperto per caso, siamo rimasti piacevolmente colpiti (complice anche gli ottimi "Tosti" nel bar Lucas in pieno centro)

Haarlem

Mentre il navigatore era puntato su Lisse, vedo un cartello con questa indicazione e memore di un hotel che mi piaceva ma che alla fine non avevo prenotato, decido di fare una deviazione; terza meta random e terza bellissima sorpresa. A parte nuovamente i mirabolanti costi di parcheggio (5.8€/h sulla strada e a 1 km dal centro!) non possiamo che ammirare la bellissima piazza principale (Grote Markt) con annesso duomo (Grote Kirke). Un paio di foto ad una coppia di sposi che arriva su una splendida Rolls (?) d'epoca bianca e gironzoliamo per le piene di negozi e di gente.

I campi di fiori

Andando verso l'hotel a Leiden e passando per Lisse, vediamo ancora qualche campo di tulipani e di altri fiori che sono rimasti ancora da cogliere. Ben poca cosa rispetto a quanto ci sarà stato un mese fa, ma ci accontentiamo fermandosi in un paio di spot e cogliendo anche l'occasione per vedere al lavoro i raccoglitori.

Day 6 - Utrecht, L'Aia, l’ovest

Oggi doveva essere il giorno dedicato al parco floreale Keukenhof , ma ci svegliamo con una pioggia battente e anche se consci che il meteo qui cambia abbastanza in fretta e che ci sono anche padiglioni coperti, decidiamo di glissare l'appuntamento principale del viaggio (d'altronde i viaggi self-made non-organizzati sono belli anche per questo). Ci dirigiamo quindi verso la città di Utrecht che offre begli scorci sui canali e purtroppo uno dei suoi must (la Torre del Duomo ) è in fase di restauro e coperta di impalcature. Capiamo subito che siamo in una città universitaria perché è pieno di giovani che pedalano su qualsiasi tipo di bici e che si mettono in coda per un "economico" pranzo al baracchino dei panini o delle pommes frittes.

Dopo un fugace pranzo in una mall, decidiamo di visitare l'ovest, sperando che qualche campo di tulipani sia ancora rimasto intatto; arriviamo fino a Emmeloord, ci spingiamo fino alla costa di Urk , passiamo Leyland e Almere e più che tulipani vediamo tante, tantissime pale eoliche. Mi immagino un viaggiatore del passato cosa proverebbe davanti a questi colossi, forse che sono dei giganti placidi che muovono le loro braccia…

Torniamo indietro con destinazione L'Aia (Den Haag) attraversando il ring di Amsterdam e quello della capitale che sono molto trafficati ma anche se si è in coda non c'è quello stress italiano con clacson, persone che continuano a cambiare corsia, dementi che si piantano in mezzo a un incrocio bloccando il traffico perpendicolare, ecc. Si procede di conserva e amen.

La capitale L'Aia ci offre per la prima volta un aspetto metropolitano vivace e multietnico molto frenetico. Per i vicoli un po' trasandati del centro storico o per le eleganti mall (Passage) c'è un viavai che comprende varie culture e classi sociali e ovviamente non mancano le centinaia di biciclette che sfrecciano ovunque… Anche qui la sfortuna vuole che il Binnenhof sia in rinnovamento e quindi la piazza principale è chiusa per lavori. Nella attigua Hofplaats e nel Grote Markt vediamo la più alta concentrazione di persone intente a fare aperitivo, il rumore del chiacchiericcio e dei brindisi è impressionante. Gli Olandesi sanno di sicuro come fare serata!

Day 7 - Belgio

Anversa

Raggiungiamo Anversa dopo un breve tragitto da Leiden e neanche a dirlo la prima tappa è il Grote Markt (piazza principale circondata, come in ogni “Gran Place” fiamminga, dai caratteristici palazzi delle Gilde e delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, degli edifici decoratissimi eretti tra il XVI e XVII secolo, tutti sormontati da statue dorate) e lo Stadhuis, il Municipio di Anversa che occupa interamente un lato della piazza. Un’infreddolita sposa che aveva sperato in un maggio più caldo è in attesa di entrare per la sua cerimonia (ne vedremo altre due in Stazione e a Leuven nella stessa giornata!). Alle spalle visitiamo la Cattedrale di Nostra Signora (importante esempio di architettura gotica) e poi ci dirigiamo verso la Stazione Centrale, meta “strana” ma avevamo letto che nel 2014 è stata considerata “la stazione ferroviaria più bella del mondo” (forse un po’ troppo…). L’interno è comunque sontuoso, articolato su più livelli (anche i binari!), con l’atrio dominato da un’imponente scalinata (occupata dagli sposi cinesi per il loro shooting) e sovrastati da un’enorme cupola in vetro e ferro.

Proprio dietro la stazione sorge il Distretto dei Diamanti , un quartiere comprendente quattro Borse dedicate al commercio dei diamanti ed una serie di saloni, negozi ed uffici che si occupano di compravendita e di “taglio” dei diamanti. Non ci saremmo mai stati se pochi giorni prima della partenza non avessimo visto su Netflix una serie (La Famiglia dei Diamanti) ambientata proprio su queste strade che ci ha fatto piacere ritrovare e rivederle dal vivo (insieme a qualche ebreo ortodosso con i loro caratteristici boccoli e copricapi).

Leuven

Dopo un ottimo Poke consumato in un organizzatissimo locale (ti scegli le migliaia di combinazioni su un enorme touch da 50”) ci dirigiamo verso la seconda tappa belga, ovvero la città di Leuven (Lovanio) che mi era balzata all’occhio navigando in rete come la sede del “bar, da 1 km, più lungo del mondo”. Incuriosito da questo primato abbiamo effettivamente verificato che appena dietro il solito Grote Markt si affacciano moltissimi locali uno dietro l’altro tutti attaccati ed effettivamente volendo provare le loro fantastiche birre, uno potrebbe compiere una passeggiata veramente etilica!

Notevolissimo lo Stadhuis, edificio in stile gotico, alto e imponente con 236 statue poste nelle nicchie della facciata. Di fronte a esso la Chiesa di Saint Peter con la sua famosa Ultima Cena e a circa dieci minuti di cammino il Grot Begijnhof, ovvero il beghinaggio, una volta rifugio per migliaia di donne devote ma non sposate mentre ora è abitato da studenti o professori in visita. Al pari di quello di Bruges un’oasi di pace e tranquillità. Purtroppo, la biblioteca dell’Università, altra meta molto consigliata, chiudeva alle 18 (e il giorno dopo riapriva troppo tardi) e quindi rientriamo nel bell’hotel che abbiamo scelto costruito all’interno di un vecchio chiostro.

Day 8 - Stoccarda e Tübingen

Oggi ci aspettano 500km e la città che c’era in mezzo alla cartina e che abbiamo scelto come tappa è Stoccarda. Dico subito che ci abbiamo dedicato veramente poco tempo; una rapida visita al Museo Porsche che incrociamo sulla nostra strada e poi un giretto in centro a vedere il NeuSchloss.

Percorriamo i 35 km che ci separano da Tübingen (Tubinga) e dopo il check-in in hotel ci incamminiamo verso il centro storico fino alla Markplatz su cui si affaccia il salotto del XV e XVI secolo con le sue case dell’epoca (veramente spettacolare). Giriamo per il centro storico (Altstadt) in cerca di un posto dove cenare in un clima tranquillo e rilassato; penso che tutti i turisti siano stipati dentro il Neckarmüller Biergarten (locale che si affaccia sul fiume Neckar) dove i decibel fanno a gara con i mm dello strato d’unto dei tavoli dove dovremmo mangiare…scappiamo prima che vengano a prendere l’ordinazione e ci consoliamo benissimo dentro il pub/ristorante (The Bull Pub) dell’hotel.

Day 9 - Ritorno

Lunga cavalcata sulle autobahn tedesche fino a Reutte poi piacevole deviazione dettata dal navigatore (causa incidente e lunga coda) che mi consiglia di deviare verso il Plansee e passare da Garmisch Partenkirchen e Seefeld per raggiungere Innsbruck. Peccato per il meteo pessimo che non mi ha invitato a fare qualche foto, ma devo dire bellissima vallata e paesaggi e strada che sarebbe stata da “prova speciale”...

Conclusioni

Se il target principale erano i tulipani, allora il viaggio è da considerarsi un fallimento😊. Consiglio vivamente di anticipare molto la visita (anche un mesetto) se questo è il vostro scopo. Le città medioevali tedesche sono indubbiamente carine, ovviamente per noi sudtirolesi non c’è tutto questo stupore e esotismo. Olanda affascinante e quando guidando vedi sul navigatore -5 m. slm capisci il lavoro fatto per strappare le terre al mare. E il Belgio, già visto nelle sue città principali in passato ? Beh, si conferma uno dei miei paesi preferiti in assoluto e non solo per le birre!!