Il blog di Sandro Rizzetto

Giornata Internazionale dei Musei 2021 - Una domenica per i musei di Bolzano

 

Nell’ambito della Giornata Internazionale dei Musei, anche l’Alto Adige come ogni anno ha aperto le porte di moltissimi suoi musei, gallerie e fondazioni. Visto che vergognosamente non avevo ancora mai visto la mummia Ötzi per la quale vengono da tutto il mondo, complice una domenica di meteo variabile e con la speranza che il necessario Corona Pass tenesse lontano la folla (desiderio avverato), abbiamo deciso di fare una lunga galoppata in 7 diversi musei cittadini concludendo con l’ultimo in Oltradige.

Come dicevo l’ingresso era possibile solo dietro presentazione del QR attestante una delle 3 condizioni di covid-free (guarigione, vaccino, tampone recente), il controllo è stato puntuale (talvolta unito a misurazione febbre) e le limitazioni del numero massimo di persone per stanze piccole è sempre stato rispettato.

Questo il resoconto della giornata, con brevi commenti per ognuno

Photogallery completa della giornata disponibile qui.

Museo Archeologico dell'Alto Adige

https://www.iceman.it/

Partiamo subito dal più famoso: diciamo che oltre alla mummia null’altro mi ha entusiasmato e sinceramente non vedo questa grande necessità di spazi per lo spostamento in un’altra sede (se non per una lobby dove far aspettare la gente in coda); ritengo comunque più che sensata la proposta dello scambio con il Museion che ricorda già un cubo di ghiaccio e cristallo.

Museo Civico

http://www.comune.bolzano.it/museo_civico

L’intenzione era di visitare l’ultimo piano della Torre da cui mi dicono si vede un bellissimo panorama della città vecchia e moderna. Purtroppo per ragioni di affollamento (!) l’hanno tenuta chiusa ma ci hanno detto che è comunque visitabile gratuitamente ogni giorno. Bella la mostra fotografica AlpiMagia di Stefano Torrioni su riti, leggende e tradizioni popolari delle genti alpine, tra passato e presente. La collezione permanente mi è sembrata invece “scollata” e senza capo né coda (dai dirndl alle stufe di maiolica a dipinti antichi…boh!)

Museion

https://www.museion.it/

Terza tappa il già citato cubo di vetro e acciaio che contiene il nostro museo di arte moderna e contemporanea. Il giudizio è molto difficile, perché -lo diciamo senza vergogna- non ci capiamo assolutamente niente e ci aggiravamo per le sale con il timore di osservare e fotografare “l’estintore della buzzicona” di Sordiana memoria.

Museo Mercantile

https://www.camcom.bz.it/it/servizi/museo-mercantile

Stavamo cercando in via Argentieri la Fondazione Kreuzer quando passando davanti al grande portone di Palazzo Mercantile abbiamo visto che era aperto anch’esso. È stata la prima sorpresa positiva della giornata. Bellissime sale, scale, un mono-cromatismo dei muri esterni che staccavano con l’azzurro del cielo visibile dagli androni. Solo per la sala principale ci sarebbe voluto molto più tempo per specchi, dipinti, mobilio, ecc. Gioiellino.

Museo Eccel Kreuzer

https://fr-eccel.it/it/

Purtroppo la collezione permanente della famiglia Eccel Kreuzer donata con magnanimità alla Provincia dopo la morte del giudice non era visitabile. Peccato perché più che le opere di arte moderna e contemporanea, mi sarebbe piaciuto vedere gli interni di una tipica casa dei Portici del centro storico. Unica tappa quindi la mostra temporanea Weib-rations composta da opere di artiste tutte femminili.

Museo di Scienze Naturali

https://www.natura.museum/it/

Ci sarebbe piaciuto dare un’occhiata alla mostra speciale dedicata agli insetti (Incredible Bugs), o almeno una seconda visita al bel acquario di barriera corallina permanente, ma purtroppo era richiesta la prenotazione obbligatoria. Ci abbiamo provato ma nessuno aveva rinunciato. Peccato.

Fondazione Antonio Dalle Nogare

http://www.fondazioneantoniodallenogare.com/

Ecco di questa Fondazione ne ignoravamo proprio l’esistenza, la posizione e le fattezze. Appena sopra la stazione a valle della Funivia di San Genesio, nascosta dalla vegetazione si erge una costruzione moderna che mi ha ricordato la casa sulla cascata di Wright. Già la parte architettonica meriterebbe una visita; all’interno poi troviamo una mostra temporanea di Robert Breer (Time Out) e al piano superiore la collezione permanente (che si rinnova ogni due anni) di opere di arte moderna. Bellissimo anche il giardino all’ultimo piano con vista su Gries.

Ciné Museum

http://www.cinemuseum.eu/

Alla periferia della città (anzi in piena Zona Industriale) sorge il museo del Cinema, anche se il suo curatore (l’ex operatore e gestore delle più famose sale di Bolzano e dintorni degli anni 70/80/90) ci tiene molto a farne molto di più che una mera raccolta di cimeli e macchinari. La passione che ci mette a raccontare particolari, aneddoti, e la storia di 50 anni di cinema della nostra città è indescrivibile. Spiace che non gli venga messo a disposizione uno spazio più adeguato, perché sembra di entrare in una mega soffitta dove tutto è un po’ accatastato. Non che manchino indicazioni o bigliettini per fare ordine nel mare magnum di quanto raccolto, ma per l’enorme quantità di materiale ci vorrebbe almeno il quadruplo dei mq. Sentendo parlare dei vecchi cinema che non ci sono più da molti anni, ma che si frequentavano da bambino o in gioventù (Corso, Astra, Roma, Concordia, Costellazione, Boccaccio, Augusteo, ecc.), sale un moto di commozione, che viene subito sostituito dalla sorpresa di vedere materiali anche “della tua epoca” (i primi VHS/DVD con decoder Dolby Surround che anche io ho avuto). Proprio bello e sicuramente da tornarci con meno fretta per lasciarsi coinvolgere dai racconti di Natalino Bernato.

Museo del Vino

https://www.museo-del-vino.it/

Sulla strada di ritorno a casa allunghiamo verso il paese di Caldaro per la nostra ultima tappa, un museo che mi ha sempre incuriosito ogni volta che ci passo davanti in bici. Diciamo che le molte visite alle cantine storiche, e non, nelle famosi Notti delle Cantine Aperte hanno tolto un po’ di sorpresa nel vedere grandi botti, torchi e attrezzi del passato. Sale un po’ troppo buie (anche quelle non sotterranee) e un senso di “si poteva fare meglio”. Ma forse perché a fine giornata eravamo abbastanza stanchi.

 

In conclusione una frase retorica e demagogica ci può stare: tante volte non serve andare lontano o fare migliaia di chilometri, ma basterebbe visitare meglio quello che si ha a pochi passi.

Aggiungi Commento

Copyright © 1997-2021 Sandro Rizzetto | All Rights Reserved | Riproduzione delle fotografie vietata | Powered by me