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Tamrac Rally 6, la borsa ideale per lo street-photography

 

3445-closed-black-455x348Per quanto riguarda il trasporto del materiale fotografico, sono sempre stato un sostenitore dello zaino imbottito; ed infatti, dopo aver posseduto un LowePro MiniTrekker, sono da qualche anno un felice possessore del modello CompuTrekker che offre scomparti per il corpo macchina, almeno 5 o 6 obiettivi, flash, accessori, notebook fino a 15,6", sacca antipioggia, cerniere e imbottiture di ottima qualità, ecc.

Durante uno degli ultimi viaggi nel quale alcune escursioni avvenivano in città (luogo in cui il super-tele o il macro non servono poi così spesso e dove invece si privilegia la leggerezza e la maggior comodità) mi era balzata l'idea di cercarmi un'alternativa a forma di borsa. Non le classiche anni ‘80 a forma di parallelepipedo, ma qualcosa di più compatto simile a quella usata dai postini (due tra le più famose shoulder bag, la Domke e la carissima Billinghan, si ispirano infatti anche come materiali alle vecchie sacche US Post)

Dopo qualche ricerca la scelta era caduta su questa Tamrac Rally 6, che acquistata su Amazon, è rimasta inutilizzata fino al recente viaggio a Parigi dove finalmente ho potuto metterla alla prova.

LA-3445-360x360Anticipo il verdetto finale: OTTIMO e Highly Recommended come direbbe Dpreview! Lo spazio è sufficiente per il corpo con montato un obiettivo di medie dimensioni (es. lo zoom tuttofare 24-105) ai lati del quale ci stanno una lente un po' più lunga (es. il 70-200 f4) e dall'altra parte un altro zoom un po’ più corto (es. il 17-40 o il 12-24) sotto al quale ci sta un fisso di piccole dimensioni (es. il 50ino o più comodamente il 40 pancake).

Ovviamente in uno degli scomparti, rinunciando a una lente, ci può stare comodamente un flash, ma concordando con l'amico Walter, ormai con la sensibilità raggiunta dalle macchine moderne, è un accessorio che possiamo tranquillamente lasciare a casa!

Sul davanti, chiuso da una cerniera, troviamo uno scomparto dove riporre batteria di scorta, schede di memoria, qualche PecPad, un piccolo treppiedi e volendo portafoglio e smartphone (nei viaggi aerei anche l’hard disk e il lettore di schede, che durante la permanenza restano nella cassaforte dell’hotel). La parte posteriore ha una tasca (aperta) in cui riporre comodamente il tablet o comunque uno degli ultimi sottili ultrabook (penso al max 12", il mio tablet 10" con tastiera e custodia in neoprene ciccione ci sta comodamente; se preferite che il tablet sia più protetto e resti all’interno come nella foto sottostante rivolgetevi al modello Rally5 o al più grande –ma pesante- Rally7 per un notebook).

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Infine due pratiche tasche laterali con elastico, nelle quali infilavo ombrello ripiegabile e bottiglia da 0,5L di acqua.

Quello che temevo maggiormente era la scomodità della cinghia (seppur con un ottimo spallaccio) che poggia su una sola spalla invece che le imbottite tracolle dello zaino che distribuiscono meglio il peso. Invece 3 giorni di lunghe camminate sui boulevard parigini, considerando però che spesso io tengo la macchina in mano con la cinghia avvolta attorno al polso, non mi hanno affaticato più di tanto (la configurazione era corpo+24-105, 12-24 e 40 pancake; il 70-200 è rimasto sempre in hotel e penso che nelle città difficilmente lo porterò più).

L’ergonomia generale è ovviamente molto migliore dello zaino, in quanto volendo cambiare obiettivo non bisogna levarselo di dosso e appoggiarlo per terra, ma basta aprire la tasca e tutto è a portata di mano.

Unico difetto la fibbia in plastica che è stata progettata da un demente in quanto 3 volte su 4 non si infila nella sua femmina nel modo corretto e fa partire l’imprecazione verso tutta la sua stirpe! (in realtà ho imparato –su consiglio di Silvia, molto più pratica di me in queste cose- che stringendola leggermente durante la chiusura la cosa migliora).

In definitiva, se non avete un corredo enorme e privilegiate le vacanze tranquille con mete cittadine, non posso che consigliarvi questo genere di borsa; appena l’esigenza di portare più lenti cresce o affrontate percorsi naturalistici più impervi (magari con l’aggiunta di un pesante treppiede), allora lo zaino torna ad essere la scelta migliore.

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Essendo a Parigi Acqua Evian, e ovviamente l’immancabile baguette!

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