Il blog di Sandro Rizzetto

Samsung S5 Camera: HDR e Selective Focus

 

Era un po' di tempo che volevo scrivere questo post su due delle features più interessanti della fotocamera del noto smartphone coreano e cioè l'HDR e la messa a fuoco selettiva della quale ho scoperto da poco un'interessante aspetto. Lungi da me decantare miracolose prestazioni di questo tipo di fotocamere (quando si lavora con un sensore Full Frame di una reflex, qualsiasi compatta o smartphone per buono che sia ti lascia sempre un po' deluso), ma visto che ormai nei miei giri in mtb il 90% delle volte mi porto dietro solo il telefono, avere strumenti che ti migliorano l'immagine non è cosa da sottovalutare.

HDR

Come molti sanno l'HDR (High Dynamic Range) è una tecnica per ottenere una gamma dinamica più ampia di quella fornita dal sensore e in passato si otteneva sovrapponendo 3 fotogrammi scattati a 0, +X, –X (dove X sono gli stop di sovra- e sottoesposizione) per far risaltare le alte e le basse luci che la macchina -(nel fotogramma "corretto"- aveva deciso di bruciare o annegare nel nero. In pratica, in presenza di forti contrasti di luce (un oggetto in una stanza davanti a una finestra, oppure qualcosa di illuminato in un ambiente scuro) il nostro occhio è molto bravo a discernere tutti i particolari, mentre i sensori digitali e le vecchie pellicole, molto meno. Con i moderni processori multi-core la post-produzione HDR si è spostata direttamente "in macchina", ovvero l'apparecchio scatta 3 foto e le fonde in un unico fotogramma. Mentre una volta (ad es. sulla mia vecchia compatta Canon S95) l'operazione era possibile solo scattando foto con un treppiede (altrimenti il sandwich di foto non perfettamente allineate veniva una schifezza), sul Samsung S5 questo non è necessario. Qualsiasi foto scattata a mano libera può beneficiare di questa modalità. Non solo, ma è addirittura possibile vedere in live-view l'anteprima di come lui applicherà l'algoritmo ancora prima di scattare. E questo non solo per le foto, ma anche per i video!

Ok, ma serve veramente? O il risultato è una foto palesemente "fake" e artefatta? Serve eccome! Io ormai lo tengo praticamente ON sempre, in quanto l'algoritmo è fatto molto bene ed è quello che farei io in post-produzione andando a schiarire le ombre e abbassando le alte luci per ottenere un fotogramma equilibrato. Qui sotto ho messo alcuni esempi; mi sono accorto di quanto bene funzionasse, quando alcune volte che scattavo dalla app di Instagram i risultati erano molto deludenti; ho poi capito che era proprio la mancanza del HDR, che Instagram come Facebook o Twitter non supportano, che faceva la differenza.

Questo sotto è un esempio eclatante: senza HDR la camera privilegia le highlights e tende a chiudere molto le ombre (foto sotto scattata con Instagram); con la app della fotocamera e accendendo l'HDR "si compie il miracolo"; sembra quasi di aver acceso un flash sui particolari del casco e dei  guanti e, soprattutto, senza perdere i dettagli del terreno del sottobosco o delle parti più colpite da sole.

(Clicca sulla foto per una versione più grande)

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Nella foto superiore (con HDR)  si vede come le nuvole del bianco cielo siano meglio visibili e come il manubrio nero stacchi bene dalla vegetazione (anch'essa più chiara)

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Altri esempi (ovviamente nessuno è stato toccato in post-produzione…così sono usciti dal telefono): nel primo caso di vede come la parte in ombra sarebbe andata irrimediabilmente persa e la foto non avrebbe avuto niente da dire; nel secondo caso infine si nota che oltre ad aver chiuso moltissimo le ombre, ha bruciato anche parecchio le alte luci sulla foglia colpita da sole, cosa che l'HDR ha corretto, in maniera meno eclatante che la giusta correzione delle shadow (se poi la seconda foto sia più "bella" da vedere è un altro discorso ed esula da questo post).

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Messa a fuoco selettiva

Nei comunicati ufficiali di Samsung (sito, brochure, ecc.) si descrive la messa a fuoco selettiva (Selective Focus) come lo strumento che permette di scattare foto da professionista e che ti consente di mettere a fuoco quello che ritieni più importante e di sfocare il resto dell'immagine. In pratica è quello che io chiamo il "fake bokeh" (per chi non sapesse cosa sia il bokeh ne ho parlato spesso…) ovvero una sfocatura fasulla, non prodotta da un diaframma aperto o dalla poca profondità di campo, ma da un filtro applicato alla foto dal processore del telefono; un po' come fare un Gaussian Blur in Photoshop su una parte del fotogramma. L'unico vincolo per applicare questo effetto è che il soggetto principale su cui mettiamo a fuoco sia al massimo a 50cm. di distanza (e, aggiungo, anche abbastanza contrastato per permettere di "scontornarlo" rispetto al background). In passato l'ho usato un paio di volte per dare un po' più di importanza al soggetto e per non deprimermi troppo quando vedo le foto che sembrano scattate a f64!! (tecnicamente qualsiasi fotocamera che ha un sensore di dimensioni molto ridotte, avrà sempre difficoltà ad avere poca profondità di campo anche se disponesse di obiettivi luminosissimi f1,2!).

Ecco tre esempi; nel primo, a mio avviso, il filtro/algoritmo è applicato a regola d'arte e l'effetto ottenuto simula molto bene un bokeh vero.

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In quest'altro si nota già una linea di demarcazione tra sfocato/non sfocato un po' troppo evidente, mascherata però da uno sfondo abbastanza "disordinato" e quindi non dà poi così fastidio.

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Nel terzo esempio invece vediamo come "anche i programmatori sbagliano" :-)  L'algoritmo non ha capito che metà ruota dietro al soggetto che ho messo a fuoco (il capellino) era comunque sullo stesso piano e quindi da un punto in poi lui ha sfocato. Risultato pessimo.

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In pratica questo ci dice che dobbiamo usarlo quando abbiamo un soggetto vicino, molto staccato dallo sfondo o da un secondo soggetto principale che vogliamo sfocare. Come in questo esempio scattato oggi:

Last leaf

E qui devo introdurre una cosa che probabilmente avevo letto appena preso il telefono (anche se sappiamo quanto siamo dediti al RTFM) ma poi avevo rimosso. Guardando la foto direttamente sul telefono (cosa che faccio di rado) ho visto un'icona che sulle altre non appariva. Cliccandola ho avuto una folgorazione…Scattando in questa modalità è infatti possibile cambiare A POSTERIORI il punto di messa a fuoco. Non dove vogliamo noi (io già speravo di avere una Lytro nel telefono), ma con 3 macro-impostazioni: Fuoco Vicino, Fuoco Lontano, Fuoco Panoramico (ovvero tutto a fuoco). Ecco le altre due versioni della stessa foto:

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Se ingrandite la seconda e la terza versione, si vede un po' di porcheria attorno alla foglia che essendo "originariamente" a fuoco viene sfuocata digitalmente (e non proprio benissimo; l'alone intorno nella terza poi è incomprensibile). In quest'altro esempio (tratto da 3 screenshot direttamente dal telefono), i risultati sono invece migliori; le immagini "lontano" e "panoramico" posso essere salvate sopra l'originale (tanto è sempre possibile tornare indietro), oppure salvate con un altro nome (Save As, dal menu in alto a dx).

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Tecnicamente ero curioso di sapere come si ottiene questo risultato, e la cosa è molto più semplice di quello che si creda; guardando la dimensioni del file (20 e passa Mb contro i 5 di una foto normale a 16mpx)  si capisce subito il trucco: che immagino sia scattare 2 foto variando il fuoco e ottenendo la terza per interpolazione (anzi, forse direi che la terza è la foto originale e le altre due vengono sfocate digitalmente e poi "zippate" nello stesso file jpg, file che comunque resta visibile a tutti i programmi che non "vedono" le altre 2 versioni nascoste).

In conclusione, 2 features molto comode e implementate bene dai programmatori di casa Samsung. Insieme alla Stabilizzazione Immagine (che serve più a ridurre il rumore che non ad evitare il mosso) sono le impostazioni che uso più spesso mentre molte altre (Rilevamento Volti, i vari effetti o i vari "modi") hanno la polvere sopra il tasto :-)

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