Il blog di Sandro Rizzetto

I comandi vocali sono davvero un improvement?

 

Con l’uscita sul mercato della gamma di prodotti Echo di Amazon mi sono guardato diversi video riguardanti quello che si può chiedere o far fare all’assistente digitale Alexa.

Qui sotto ne vedete un certo numero e la cosa è abbastanza “impressive”:

 

Se il dispositivo è inoltre dotato di Hub ZigBee come lo è il modello maggiore (Echo Plus), è possibile impartire comandi per fare “compiere delle azioni” la più classica e sfruttata di tutte è l’accensione di una lampadina, così come di un termostato o di un altro device interfacciabile tramite le “Skill” (plug-in con cui è possibile aumentare le capacità di Alexa).

Escludendo le situazioni in cui la cosa può essere di aiuto ad esempio ad un disabile o ad un infortunato che non può alzarsi per azionare un interruttore, mi sembra che al momento sia più una cosa da nerd/geek che un vero e proprio progresso e cambiamento di vita.

Il tempo tra pronunciare il comando, attendere il lag dovuto alla trasmissione di rete che anche se minimo esiste e l’azione del comando vero e propria, confrontato a quello che può fare il click di un dito su un pulsante o un telecomando è notevolmente maggiore.

Se i comandi vocali sono utilissimi in macchina, dove è bene distrarsi il meno possibile, al momento in ambito casalingo/domotico ho qualche dubbio. Insomma, paghiamo per andare in palestra e fare del moto, e poi non abbiamo voglia neanche di alzare il c… dalla poltrona per spegnere la luce? Smile

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